Lovisato Domenico

Data di nascita
Data di morte
Luogo di morte
Cagliari

Madre
Vascotto
Antonia
Padre
Lovisato
Giuseppe

icona Carriera docente

Data inizio carriera
1884
Data fine carriera
1916
Facoltà
Scienze fisiche, matematiche e naturali
Insegnamenti
Mineralogia; Geologia; Botanica; Geologia sarda
Biografia

Domenico Lovisato nacque ad Isola d’Istria, attuale comune della Slovenia sud-occidentale, da Giuseppe e Antonia Vascotto. Compì gli studi al ginnasio di Capodistria, sotto la guida dei professori Carlo Combi, Giuseppe Zupelli, Paolo Tedeschi e Costantino Cumano, che scrissero di lui: «si esalta coi compagni alle ardenti fonti del classicismo e del romanticismo, freme della passione degli irredenti, e si matura a quelle alte idealità oggi assurte dalle spiaggie dell’Amarissimo all’acropoli del Campidoglio, nella patria rinnovata ed unita». Gli anni del liceo fecero maturare in lui un’avversione nei confronti del governo asburgico, reo di non rispettare le rivendicazioni della popolazione istriana.
Nel 1862 si iscrisse al corso di Matematica presso l’Università di Padova. I suoi ideali irredentistici e le numerose proteste studentesche che lo videro protagonista attirarono l’attenzione delle forze di polizia, che monitorarono a lungo la sua attività e lo arrestarono per ben 8 volte. Nel 1864 fu incarcerato e processato, assieme al coetaneo Alberto Errera, per alto tradimento, ma il Tribunale Militare lo assolse per insufficienza di prove. Nel 1866, durante la Terza Guerra d’Indipendenza, Domenico Lovisato si arruolò volontario con i Cacciatori delle Alpi guidati dal generale Giuseppe Garibaldi, combattendo a Monte Suello, Condino e Bazzecca. Concluso il conflitto, che portò all’annessione del Veneto all’Italia, Lovisato riprese gli studi, laureandosi il 23 gennaio 1867 in Matematica e Scienze naturali all'Università di Padova.
L’esperienza del combattimento durante l’impresa risorgimentale caratterizzò sia il suo profilo politico che la successiva carriera accademica. Subito dopo la laurea, a seguito del Decreto Ministeriale 10 marzo, ricoprì l’incarico di assistente per la cattedra di Calcolo infinitesimale e, con Decreto del 28 dicembre, di assistente alle cattedre di Algebra complementare e Geometria analitica. Nel 1869 iniziò l’insegnamento nelle scuole secondarie: prima a Sondrio, poi nel 1874 a Sassari, l’anno successivo ad Agrigento e nel 1876 a Catanzaro.
Durante i suoi vari trasferimenti Lovisato si avvicinò alle Scienze della Terra e, in particolare, alla Geologia. Le ricerche geologiche e paleontologiche compiute in Calabria lo portarono, nel 1879, alla vittoria del concorso presso l’Università di Sassari ed alla nomina a professore straordinario di Geologia e Mineralogia. Qui iniziò uno studio geologico della Sardegna ed impiantò il gabinetto geomineralogico. Avviò inoltre la sezione locale del Club Alpino Italiano. Durante questo incarico egli compì diversi viaggi di studio, tra i quali quello in Patagonia e nella Terra del Fuoco, dove fu responsabile scientifico della missione esplorativa tra il dicembre 1881 e il settembre 1882.
Il 28 giugno 1884 un dispaccio del Ministro della Pubblica Istruzione, Michele Coppino, incaricò il rettore dell’Università di Cagliari, Luigi Zanda, di richiedere il parere della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali in merito alla suddivisione dell’insegnamento di Botanica da quello di Mineralogia e Geologia, fino ad allora impartite da un unico docente, il professore Patrizio Gennari.

Visto il parere favorevole della Facoltà di Scienze, il Ministero dispose il trasferimento di Domenico Lovisato, allora professore straordinario di Mineralogia e Geologia all’Università di Sassari, presso l’ateneo cagliaritano e, contestualmente, nominò il Gennari professore ordinario di Botanica, con lo stipendio di £ 4200 e l’assegno di £ 500 per la direzione dell’Orto Botanico, dispensandolo dalla direzione del gabinetto di Mineralogia. Questo incarico venne assegnato a Lovisato, nominato dunque professore ordinario di Mineralogia e Geologia, con lo stipendio annuo complessivo per entrambi gli incarichi di £ 3500. Nel febbraio 1885 avvenì il turbolento passaggio di consegne del gabinetto di Mineralogia: «Il giorno 12 febbraio il Signor professore Patrizio Gennari consegnava a me, quale nuovo direttore, le chiavi del Gabinetto di Mineralogia, dopo aver firmato una serie di osservazioni comprese tutte in un foglio intitolato “Numeri dell’inventario deficienti o sopra i quali si deve fare qualche osservazione”, e che fu pure firmato da me, dal Signor G. Loi Isola, funzionante da segretario e dal D. Emanuele Zoccheddu, allora assistente alla cattedra di Mineralogia. Egli, il professore Gennari, riserbavasi allora a rispondere sul merito delle differenze e delle mancanze verificatesi nell’inventario e relative variazioni fino al 30 giugno 1884. Ora non avendo per anco avuto quelle risposte ed importando a me avere prima di partire pel continente e quindi prima del nuovo anno scolastico regolare verbale di consegna, debitamente firmato ed approvato dal Ministero, pregherei V.S. Ill.ma perché interessasse lo stesso professore Gennari a voler definire la consegna per quanto riguarda le attese giustificazioni delle notate mancanze».
Il verbale di consegna venne compilato e inviato al ministro il 4 settembre dello stesso anno; ma la situazione non si concluse serenamente e si protrasse fino al 1889: il professore Lovisato accusava di appropriazione indebita Patrizio Gennari; il rettore Giuseppe Todde così scrisse al ministro:
«[la situazione] lascia il Gennari sotto il peso di una responsabilità morale che io, al posto suo, non avrei saputo tollerare con tanta pazienza, e sotto una ritenuta mensile della pensione liquidatagli dalla Corte dei Conti quale Direttore del Museo, come se fosse stato già giudicato vero contabile di valori mancanti. Chi conosce il Gennari come patriotto e scienziato, non può supporlo, a priori, capace di una appropriazione indebita, ne’ un cosciente o paziente distrattore del materiale scientifico dello Stato; come altresì, chi conosce il Lovisato, ugualmente patriotto e scienziato, lo deve ritenere incapace di una accusa ingiusta e d’una calunnia».
Il Ministero promise di inviare il professore Spezia prima e il professore Stüver poi per giudicare le irregolarità della consegna. Il primo non ottemperò all’incarico, mentre il secondo si fece inviare la documentazione a riguardo e stilò una relazione conclusiva che assolse il Gennari dagli addebiti a lui rivolti in merito al verbale per la consegna del gabinetto di Mineralogia del 1 settembre 1885.
Il carattere fumantino del professore si fece notare anche con l’amministrazione universitaria: singolare la vertenza con il bibliotecario della Regia Università in merito al diniego del prestito di alcuni libri e alla mancata registrazione del dono di un libro, il tomo IV della «Geologia di Capo Horn», da parte del docente. Anche in questa occasione, come per la “vertenza Gennari”, il Lovisato scavalcò il rettore, rivolgendosi direttamente al Ministro della Pubblica Istruzione per dirimere la questione.

Nel 1893 il professor Gennari fu collocato a riposo, pertanto, con Decreto Ministeriale 15 dicembre, al Lovisato venne affidato l'incarico provvisorio dell'insegnamento della Botanica e la direzione dell’Orto Botanico, con stipendio di £ 1000 annue e assegno di £ 500, che tenne fino al novembre 1899, ossia fino alla nomina di Fridiano Cavara. Nel 1902-1903 tenne anche un corso libero di Geologia sarda. Con lettera del 1° giugno 1903, il Ministro comunicò al rettore di aver provveduto allo sdoppiamento della cattedra di Mineralogia da quella di Geologia, affidando l'incarico di insegnare la seconda sempre al Lovisato, il quale mantenne gli insegnamenti per oltre trent’anni, fino alla sua morte avvenuta il 23 febbraio 1916. Le cattedre e l'Istituto di Mineralogia e Geologia furono affidati al professor Gabriele Lincio.

Lovisato, durante la sua carriera accademica, venne più volte nominato direttore della Scuola di Farmacia (dal 1887-1888 al 17 marzo 1886; dal 1896-1897 al 1899; dal 1899-1900 al 1902; dal 1° novembre 1905 al 22 aprile 1908); fu preside della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali dal 1890-1891 al 1892-1893.

Ambiti di ricerca

Già dai primi anni di docenza presso l’ateneo cagliaritano, Lovisato fu solito compiere diverse «escursioni scientifiche per l’isola di Sardegna», come ci testimonia un rendiconto del secondo semestre del 1887. Le ricerche condotte durante questo ed altri viaggi saranno il tema della prolusione all’anno accademico 1887-88 dal titolo Cenni geologici sulla Sardegna, tematica che sarà costantemente presente nella produzione scientifica di Lovisato per tutta la sua carriera accademica. 

Carriera extra accademica

Nel giugno del 1905 fu nominato Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.

Riferimenti bibliografici
  • G. Dudine, Domenico Lovisato. Patria, Scienza, Famiglia, Edizioni La Colomba, Isola 2016
  • A. Imeroni, Domenico Lovisato. La vita e le opere, Tip. Giovanni Ledda, Cagliari 1927, estratto da «Mediterranea», n. 11-12
  • S. Moscolin, Brevi cenni biografici su Domenico Lovisato, Stab. Tip. Naz. Carlo Priora, Capodistria 1922
  • G. Nonnoi, Domenico Lovisato. Una camicia rossa sulle tracce del tempo, in La Sardegna nel Risorgimento, a cura di F. Atzeni e A. Mattone, Carrocci, Roma 2014, pp. 419-446
  • G. Patrizi, Lovisato, Domenico, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 66, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2006, ad vocem
  • M. Pintor, Domenico Lovisato. Un illustre patriotta istriano. Grande amico e figlio adottivo della Sardegna, Tip. Valdès, Cagliari 1958, estratto da «Cagliari Economica» della Camera di Commercio, Industria ed Agricoltura di Cagliari, n. 6, giugno 1958
  • Stato di servizio dell'ateneo cagliaritano, discorso inaugurale letto dal professore Filippo Vivanet nella inaugurazione dell'a.a. 1902-1903, in Annuario della Regia Università di Cagliari, anno scolastico 1902-1903, Prem. Tip. Pietro Valdès, Cagliari 1903, pp.13-45
  • E. Todde, Domenico Lovisato e la Regia Università di Cagliari. Nuove fonti di ricerca, «Studi e Ricerche», IX, 2016, pp. 93-119
Riferimenti archivistici
  • Archivio Storico dell'Università di Cagliari, Regia Università degli Studi di Cagliari, Sezione II, Carteggio (1848-1900), s. 4.3 (1884), Pos. II E, b. 87 n. 248; ivi, s. 4.3 (1884), Pos. III A, b. 87 n. 260; ivi, s. 4.4 (1885), Pos. XI G, b. 96 n. 366; ivi, s. 4.6 (1887), Pos. XI A, b. 107 n. 525; ivi, s. 4.4 (1888), Pos. VI D, b. 111 n. 588; ivi, s. 4.8 (1889), Pos. VI B, b. 115 n. 642; ivi, s. 4.9 (1889), Pos. VI C, b. 114 n. 663; ivi, s. 4.12 (1893), Pos. III A, b. 136, n. 940; ivi, s. 4.12 (1893), Pos. XI N, b. 137 n. 988; ivi, s. 4.13 (1894), Pos. III A, b. 142, n. 1009; ivi, s. 4.14 (1895), Pos. III A, b. 148, n. 1080; ivi, s. 4.15 (1896), Pos. III A, b. 152, n. 1148; ivi, s. 4.16 (1897), Pos. III I, b. 156, n. 1221; ivi, s. 4.17 (1898), Pos. III A, b. 161, n. 1280; ivi, s. 4.18 (1899), Pos. III B, b. 166, n. 1345; ivi, s. 4.19 (1900), Pos. III A, b. 173, n. 1410;
  • Archivio Storico dell'Università di Cagliari, Regia Università degli Studi di Cagliari, Sezione II, Carteggio (1901-1950), s. 1.2 (1902), Pos. III A, b. 7, n. 72; ivi, s. 1.4 (1903), Pos. III E, b. 12, n. 139; ivi, s. 1.6 (1905), Pos. V C, b. 21, n. 264

Autore/i: Cogoni Laura, Todde Eleonora
Revisore/i: Todde Eleonora
Aggiornamento scheda: 2022-08-24